Tra le varie produzioni agricole conservabili mediante processo di insilamento, l’insilato di mais rappresenta una delle più note e diffuse grazie al mantenimento delle proprietà nutrizionali  ottenibile attraverso una corretta gestione fermentativa e conservativa. Caratteristiche che lo hanno reso e tuttora lo rendono uno dei principali alimenti alla base della zootecnia da reddito.

L’esigenza di arrivare a un prodotto di qualità è quindi un obiettivo primario, ulteriormente avvalorato dai quantitativi che molto spesso tale prodotto arriva a raggiungere nelle razioni zootecniche. Infatti, per il suo elevato rapporto tra valore energetico e costo, si può arrivare a raggiungere inclusioni di più del 40% della razione nel caso di bovine da latte altamente produttive.
Buone pratiche agronomiche, un’ottimale conduzione delle operazioni di raccolta (ormai sempre più precisa) e la successiva conservazione del silo rappresentano la base per un insilato di qualità.

Tuttavia, i sistemi di insilamento a oggi potenzialmente impiegabili sono molteplici e i criteri di scelta aziendali, nonché la stessa economicità, sono variabili in funzione delle singole peculiarità operative oltre che delle esigenze zootecniche stesse. In sintesi silobag e rotoballe fasciate sono caratterizzati da una maggiore flessibilità, da miglior capacità di preservare la qualità e una più facile integrazione con i sistemi di alimentazione automatica, mentre i sili tradizionali sono più competitivi in termini di costi di gestione.

Caratteristiche tecnico-operative delle tre principali tecniche di insilamento

SILO ORIZZONTALE SILOBAG ROTOBALLE
Costi fissi
••
Costi variabili
•••
Capacità di lavoro
•••
Praticità operativa
•••
Possibilità di variazione della capacità di stoccaggio
••• •••
Possibilità di stoccaggio differenziato
••• •••
Complementarietà con altri sistemi di insilamento
••• •••
Spazi aziendali richiesti
Smaltimenti a fine ciclo
••• •••
Perdite qualitative
Sinergia con sistemi di alimentazione
•••
• = basso;  = medio;  = alto